Un viaggio nel Cadore, presso le località più suggestive delle Dolomiti, non può prescindere da una puntatina presso la foresta di Somadida, un autentico bosco incantato sovrastato da vette che sfiorano i 3000 metri.

La foresta di Somadida nel Cadore

Nel cuore delle Dolomiti bellunesi si apre un bosco dal fascino senza eguali, la meravigliosa foresta di Somadida, un’area di oltre 1600 ettari incastonata fra maestose vette rocciose. Il bosco è incorniciato dalle celebri Tre cime di Lavaredo, dal Cristallo e dal Sorapiss, che da millenni proteggono la foresta come fosse un piccolo tesoro, ma di enorme valore. In passato, la foresta di Somadida venne sfruttata dalla repubblica di Venezia, che impiegava il suo legname come materiale pregiato per la fabbricazione della flotta navale impegnata a fronteggiare i Turchi. In seguito all’annessione del Veneto al Regno d’Italia, la foresta di Somadida divenne patrimonio statale e, a partire dal 1870, venne proclamata bene inalienabile. La storia del bosco si arricchì di una nuova pagina triste nel periodo della prima guerra mondiale, durante la quale subì un importante prelievo di legna utilizzata per costruire le vicine fortificazioni di Monte Paterno, Monte Piana e delle Tre Cime di Lavaredo. Per fortuna, oggi l’intera area risulta protetta ed è divenuta custode privilegiata di un immenso patrimonio faunistico e naturalistico.

La fauna e la flora della foresta di Somadida

La foresta di Somadida, oggi più che mai, è uno scrigno caratterizzato da una grande biodiversità, all’interno del quale si estendono meravigliose faggete e fitti boschi di larici, ma anche di abeti rossi e bianchi. Il sottobosco vanta un’incredibile abbondanza floreale, con molte specie rare ed endemiche di questa porzione di catena alpina. Splendide le orchidee di montagna, ma anche il giglio martagone, pianta di rara eleganza, e la particolarissima piroletta soldanina, con i suoi fiorellini bianchi e la sua forma bizzarra. I frutti di bosco più svariati vengono utilizzati per le marmellate e le confetture prodotte artigianalmente in loco, che possono far leva su una purezza ed una genuinità fuori dalla norma. Ma la foresta di Somadida, grazie alla modesta pressione antropica e alla cura riservatale dagli abitanti del luogo, nel corso del tempo è riuscita a rimanere la dimora preferita di molte specie di animali, quali la volpe, il capriolo, il camoscio ed il cervo. Più di recente, nell’area è stata spesso segnalata anche la presenza di un antico abitante di queste terre: l’orso bruno, ricomparso dopo un lunghissimo periodo di assenza e proveniente dalle vicine alpi slovene.

 

I luoghi ed i modi per visitare la magnifica foresta di Somadida

La foresta di Somadida e l’omonima riserva naturale statale sorgono nel cuore del Cadore e più precisamente ricadono nel territorio comunale di Auronzo di Cadore, in provincia di Belluno, all’interno dello splendido areale delle Dolomiti venete. La riserva venne istituita nel 1972 e può contare su una superficie complessiva pari a 1676 ettari. La riserva statale di Somadida è visitabile in ogni stagione ed offre una nutrita varietà di itinerari differenti. Qui è possibile organizzare rilassanti passeggiate a piedi, piuttosto che in mountain bike o a cavallo. In inverno, alcune associazioni turistiche locali organizzano persino gite su slitte trainate dai cani. La foresta di Somadida è un’emozione indimenticabile, perché eccezionale esempio di micro cosmo a sé stante, per di più dotato di una cornice d’eccezione come quella dolomitica. Nel cuore della riserva è stato allestito un utile centro informativo dotato di pannelli didattici sui quali sono illustrati tutti gli aspetti salienti della foresta di Somadida, compresi quello faunistico, geomorfologico e vegetazionale.

 

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